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mercoledì 19 luglio 2023

Discriminazione di fatto tra genitori tedeschi e non

 "Discriminazione di fatto tra genitori tedeschi e non".

Leggiamo nella recente interrogazione parlamentare alla commissione europea, presentata da un'eurodeputata francese, ciò che sosteniamo da anni e che tanti, troppi genitori non tedeschi vivono nella quotidianità e nel dolore di aver perso ogni contatto con i figli.





L'interrogazione precisa:

"Il regolamento stabilisce inoltre che qualsiasi riferimento all'interesse superiore del minore deve essere interpretato alla luce dell'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che è giuridicamente vincolante per gli Stati membri, e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

L'articolo 24 afferma che "ogni bambino ha il diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori, a meno che ciò non sia contrario all'interesse superiore del bambino".

Tuttavia, in termini di responsabilità genitoriale, numerose decisioni dello Jugendamt, l’amministrazione tedesca per la gioventù, mettono in discussione questo principio, creando di fatto una discriminazione tra genitori tedeschi e non (perdita della potestà genitoriale, del diritto di visita, ecc.)"

Più sotto riportiamo il documento originale (e link relativo) pubblicato sul sito del parlamento europeo






Question prioritaire avec demande de réponse écrite P-002066/2023

à la Commission

Article 138 du règlement intérieur

Nathalie Colin-Oesterlé (PPE)

Objet:          Litiges familiaux transfrontaliers

En tant qu’États parties à la Convention des Nations unies relative aux droits de l’enfant (CNUDE), les États membres sont assujettis à ses règles.

Le Conseil a adopté, le 25 juin 2019, le règlement (UE) 2019/1111, lequel entend renforcer les droits des enfants dans les cas de litiges familiaux transfrontaliers au sein de l’Union européenne.

Les règles de compétence en matière de responsabilité parentale sont conçues en fonction de l’intérêt supérieur de l’enfant. De même, elles devraient être appliquées dans le respect de ce dernier.

Il est également indiqué dans le règlement que toute référence à l’intérêt supérieur de l’enfant devrait être interprétée à la lumière de l’article 24 de la charte des droits fondamentaux de l’Union, juridiquement contraignante pour les États membres, ainsi que de la CNUDE.

L’article 24 précise notamment que «tout enfant a le droit d’entretenir régulièrement des relations personnelles et des contacts directs avec ses deux parents, sauf si cela est contraire à son intérêt».

Pourtant, en matière de responsabilité parentale, de nombreuses décisions du Jugendamt, le service allemand d’aide sociale à l’enfance, remettent en cause ce principe, créant de facto une discrimination entre le parent allemand et le parent non allemand (perte de l’autorité parentale, droit de visite…).

Comment la Commission, en sa qualité de gardienne des traités, compte-t-elle remédier à cette situation?

Dépôt: 29.6.2023

Fonte: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2023-002066_FR.html


In inglese:

Priority question for written answer P-002066/2023

to the Commission

Rule 138

Nathalie Colin-Oesterlé (PPE)

Subject:       Cross-border family conflicts

As States parties to the UN Convention on the Rights of the Child (UNCRC), the Member States are bound by its rules.

On 25 June 2019, the Council adopted Regulation (EU) 2019/1111, which aims to strengthen children’s rights in cross-border family conflicts within the European Union.

The grounds of jurisdiction in matters of parental responsibility are shaped according to the best interests of the child. They should also be applied with due regard for that child.

The Regulation also states that any reference to the best interests of the child should be interpreted in light of Article 24 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union, which is legally binding for the Member States, as well as the UNCRC.

Article 24 also specifies in particular that ‘every child shall have the right to maintain on a regular basis a personal relationship and direct contact with both his or her parents, unless that is contrary to his or her interests’.

However, in matters of parental responsibility, many decisions made by the Jugendamt – Germany’s child welfare service – call this principle into question, creating de facto discrimination between the German parent and the non-German parent, including loss of parental authority and rights of access.

As guardian of the Treaties, how does the Commission intend to address this situation?

Submitted:29.6.2023

 Fonte: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2023-002066_EN.html




mercoledì 20 giugno 2018

In quale sorta di incubo ipocrita mi trovo????














Mi sfugge qualcosa:
Tutti i media riportano con orrore quanto accaduto negli Stati Uniti con gli immigrati clandestini incarcerati e i loro bambini rinchiusi (spero, solo per il tempo di trovare i parenti che se ne prenderanno cura, in attesa di riabbracciare i loro genitori!), ma nessuna parola su quanto dichiarato pubblicamente (e confermato dai dati ufficiali del ministero tedesco) al Parlamento europeo: nel 2016, in un solo anno (e ogni anno aumentano), in Germania sono stati tolti ai genitori 84.000 bambini dei quali il 72% binazionali che sono, se la matematica non è un’opinione, 60.480 bambini, dei quali buona parte sono Italiani!

Tutti i media mainstreaming sputano fango su Salvini perché ha espresso l’intenzione di censire i Rom, ma nessuno vi dice che se in Germania finite nelle grinfie di un tribunale/procura (cosa per nulla difficile, basta separarsi dal coniuge tedesco per precipitare nel baratro) sul vostro fascicolo sarà scritto a caratteri cubitali Ausländer = Straniero !!! Come si vede dall’immagine autentica sovrastante!

Tutti parlano di diritto all’accoglienza dimenticando, più o meno volontariamente, che il vero unico diritto è quello di poter restare nel proprio paese, di non dover partire (e basterebbe smettere di distruggere le loro economie). Così, mentre centinaia di migliaia di persone sono costrette ad abbandonare la propria terra e attraversano il mediterraneo rischiando la vita per attraccare in Italia, centinaia di migliaia di Italiani sono costretti ad andarsene ed emigrare in cerca di un lavoro con cui mantenere la propria famiglia. La maggior parte dei “migranti economici Italiani” va in Germania, dove con molta probabilità (vedi le statistiche di cui sopra) verranno tolti loro i figli da uno Stato che si ritiene più idoneo a crescere i piccoli Italiani!

Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Giuseppe Conte, vogliamo parlarne?

Dott.ssa Marinella Colombo
Membro della European Press Federation
Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. Onlus
Membro dell’Associazione Enfants Otages