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lunedì 14 gennaio 2019

La Petizione che riguarda tutti i genitori italiani!

Petizione PASSAPORTO

La Petizione è stata giudicata ricevibile e aperta al sostegno.

Per favore firmate numerosi, ogni genitore è coinvolto in questa problematica, anche se ancora non se ne è reso conto!




Al Parlamento europeo

Petizione della dott.ssa Marinella Colombo e dell’avv. Irene Margherita Gonnelli
di nazionalità italiana
sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa
all’emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano



Presidente della Commissione Petizioni, Cecilia Wikström,
Eurodeputati Membri della Commissione Petizioni,

Per ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto italianoil genitore italiano necessita del consenso dell’altro genitore, sulla base dell’art. 3 lett. b) l. n. 1185/1967, anche se l’altro genitore è ormai un ex coniuge o un ex convivente e se ne è andato dall’Italia portando con sé i figli.
In caso di coniugi separati, questa pratica risulta non solo estremamente umiliante, ma particolarmente complicata nei casi in cui l’ex coniuge si è recato all’estero con i figli, senza lasciare recapito o comunque interrompendo ogni comunicazione. Il genitore italiano, che voglia o debba rinnovare/ richiedere il proprio passaporto personale, si trova nella condizione di chi non è più padrone della sua vita e questo diversamente da quanto accade ai genitori di altra nazionalità europea.
Dopo essere stato così discriminato, in presenza di diniego all’autorizzazione o di mancata risposta da parte dell’altro genitore dei suoi figli, il genitore Italiano è costretto a rivolgersi al giudice tutelare per ottenere il consenso a richiedere/rinnovare il proprio passaporto. Deve dimostrare l’impossibilità di ottenere la firma dell’altro, affrontando costi e lungaggini improponibili (N.B. in teoria, per un ricorso di questo tipo non è necessaria l'assistenza di un legale, ma ciò non corrisponde alla realtà, dal momento che non si può pretendere dal cittadino che sia in grado di scrivere un ricorso e depositarlo; inoltre non di rado i giudici tutelari prima di decidere sul predetto ricorso fissano un'udienza onerando il ricorrente della notifica alla controparte, incombenze che sicuramente non possono essere svolte senza un legale).

A seguito della normativa europea secondo la quale i minori devono avere il proprio passaporto personale e non essere più iscritti in quello dei genitori, il mancato adeguamento italiano della normativa relativa al passaporto dei genitori mostra un carattere paradossale e decisamente discriminatorio nei confronti del cittadino italiano, Infatti gli altri Paesi dell’Unione prevedono la doppia firma per i passaporti dei minori, ma mai per quelli dei genitori, persone adulte e non sotto tutela, cioè capaci di intendere e volere.

Le motivazioni addotte dallo Stato italiano nel voler mantenere questa pratica non sono accettabili, in quanto non in linea con quanto normato e applicato negli altri paesi europei. In altre parole, detta pratica, indipendentemente dalle ragioni addotte a giustificazione, è di fatto una discriminazione dello Stato italiano, a danno dei suoi propri cittadini e in quanto tale va immediatamente abolita.

Chiediamo che si imponga alle Autorità italiane la cessazione immediata di questa pratica discriminatoria e la modifica della relativa Legge nazionale.

Dott.ssa Marinella Colombo
Avv. Irene Margherita Gonnelli


La petizione è pubblica e aperta alle firme

Integrazione:

La Petizione n. 0610/2018 va integrata come segue: la pratica discriminatoria qui denunciata si estende anche alla richiesta del documento di identità (C.I.E.) del cittadino italiano, genitore di figli minorenni. Infatti, non solo nel caso in cui intenda ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto italiano, ma anche nell’ipotesi in cui desideri il rilascio o il rinnovo della propria carta di identità (oggi, in seguito al decreto ministeriale 23.12.2015, n. 93764, C.I.E. ovvero carta d’identità elettronica) il genitore italiano necessita del consenso dell’altro genitore, sulla base dell’art. 3 lett. b) della legge 21.11.1965, n. 1185 letto in combinato disposto con l’art. 1 della medesima legge. Tutto ciò anche se l’altro genitore è ormai un ex partner e anche se quest’ultimo non risiede in Italia e neppure la prole.
Portiamo alla vostra conoscenza un caso concreto e veritiero: la mamma italiana è residente in Germania con il figlio. Il padre, ormai ex-convivente, non è di nazionalità né italiana, né tedesca. La mamma si rivolge al consolato italiano per il rinnovo della propria carta d’identità (non quella del figlio!). Il consolato le fa presente le disposizioni di cui sopra. La signora deve ricontattare il padre per chiedergli la sua firma. Quest’ultimo, che trova assurda la richiesta, non firma e non reagisce alle richieste. La signora, impossibilitata a provare il diniego del padre, deve rivolgersi nuovamente al Console, nelle sue funzioni di giudice tutelare per cercare di ottenere la sua carta d’identità. Per tutto questo trascorrono molti mesi durante i quali la signora si trova in territorio straniero senza un documento valido di identità e incorre in problemi con l’autorità tedesca che non crede alla spiegazione della signora né alla veridicità di queste disposizioni, differenti da quelle di ogni stato membro dell’Unione europa. In sostanza, lo Stato italiano da una parte impone giustamente di avere una carta d’identità in corso di validità e contemporaneamente ne rende difficile il rinnovo allungandone i tempi a dismisura e mettendo volontariamente i suoi concittadini in situazione di illegalità.
Torniamo pertanto a chiedere che lo Stato italiano rinunci a questa assurda richiesta di consenso del genitore per il rilascio e/o il rinnovo del passaporto e della carta d’identità elettronica dell’altro genitore (maggiorenne!), allineandosi con quanto disposto dagli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Si richiama per il resto integralmente il testo della summenzionata petizione.
Dott.ssa Marinella Colombo

Avv. Irene Margherita Gonnelli




Qui il link per accedere e firmare:
https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/petition/content/0610%252F2018/html/Petizione%2Bsulla%2Bpratica%2Bdiscriminatoria%2Bdello%2BStato%2BItaliano%2Brelativa%2Bal%2Bpassaporto%2Bdel%2Bgenitore%2Bitaliano

E' sufficiente iscriversi al sito del Parlamento e firmare digitalmente
Comparirà anche il testo completo della petizione.

Petizione n. 0610/2018, presentata da Marinella Colombo, cittadina italiana, sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano

Sostegno consentito
Dati della petizione
Titolo della sintesi: Petizione n. 0610/2018, presentata da Marinella Colombo, cittadina italiana, sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano
Numero di petizione: 0610/2018
Temi : Diritti fondamentali
Paese: Italia
Dati del firmatario
Nome: Marinella Colombo
Sintesi della petizione
La firmataria denuncia la pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto per i genitori italiani. La firmataria spiega che per ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto, il genitore italiano necessita del consenso dell'altro genitore, anche quando questo è un ex coniuge o un ex convivente e se ne è andato dall'Italia portando con sé i figli. Questa pratica risulta non solo estremamente umiliante, ma particolarmente complicata nei casi in cui l'ex coniuge si è recato all'estero con i figli, senza lasciare un recapito. La firmataria sostiene che in questi casi il genitore italiano è costretto a rivolgersi al giudice tutelare per ottenere il passaporto. La firmataria chiede la cessazione immediata di questa pratica discriminatoria da parte dello Stato italiano a danno dei propri cittadini.



martedì 23 ottobre 2018

Comunicazione di servizio




Comunicazione di servizio del 23 ottobre 2018
Dedicata a tutti coloro che interessano ai bambini italiani abbandonati dallo Stato italiano e a quelli ostaggio dello Stato tedesco.






















Qui di seguito un breve aggiornamento.

-       Dalla Germania arrivano nuove richieste di aiuto ormai con cadenza quasi ingestibile;

-       Molti di quei genitori, nostri concittadini, hanno ormai capito di essere in trappola;

-       Molti dei loro bambini sono stati affidati al genitore tedesco e, se entrambi i genitori sono italiani, ad una famiglia affidataria tedesca. In entrambi i casi i bambini perdono ogni contatto con il/i genitore/i italiano/i e vengono germanizzati;

-       Anche i bambini residenti in Italia, dopo una visita in Germania, vengono trattenuti;
-      Gli avvocati tedeschi, sempre più spesso, trasformano un caso di sottrazione internazionale in una disputa sull’affido, trasferendo così la competenza giurisdizionale in Germania … dove il genitore non-tedesco perde per definizione;

-         Aumentano anche i casi di bambini con disabilità che vengono tolti al/ai genitore/i non-tedesco per essere rinchiusi in psichiatria o in altri centri dove regrediscono. Ai genitori non è dato sapere con certezza quali farmaci vengono loro somministrati. Spesso si tratta di farmaci ancora in fase sperimentale;

-         Le sottrazioni avvengono anche senza decisione giuridica, solo perché così ha deciso e attuato lo Jugendamt (=Amministrazione per la Gioventù e assolutamente NON servizio sociale);

-        Se il genitore tedesco si è reso colpevole di reati penali, il procedimento penale viene archiviato e l’affido trasferito ugualmente al genitore tedesco. L’insistenza e la preoccupazione del genitore non-tedesco vengono usate in tribunale contro di lui;

-        Gli uomini tedeschi iniziano a prediligere la fecondazione in vitro così, in caso di separazione dalla compagna/moglie non tedesca, è più facile procurarsi un decreto nel quale il giudice tedesco sentenzia che “l’unico genitore biologico del bambino è il padre tedesco” (!). Inutile aggiungere che anche di questo abbiamo i documenti.

A tutto questo, il Parlamento Europeo reagisce con una richiesta di risoluzione contro la Germania e le discriminazioni perpetrate da decenni dal sistema familiare di quel paese.
Speriamo che si arrivi ad una netta presa di posizione inequivocabile nella riunione plenaria del novembre 2018.

Invece la reazione dello Stato italiano con l’attuale Governo non ha purtroppo ancora dato nessun segno di cambiamento, rispetto ai Governi precedenti:

-         Si parla spesso e volentieri di inasprimenti delle pene e delle incarcerazioni, dimenticando (?) che questo peggiorerà, anziché risolvere il problema, per via della diversa applicazione nei vari Stati, delle stesse Convenzioni e Regolamenti;

-         La Farnesina dice (come da sempre) di seguire con attenzione ogni caso, ma, nella migliore delle eventualità non fa nulla, nella peggiore aiuta il genitore straniero (non-italiano);

-        Gli avvocati italiani, ignari dei codici di procedura degli altri Stati, procedono come se in tutti i tribunali del mondo ci si comportasse in maniera esterofila come in quelli italiani, con il risultato che il bambino perde ogni legame e contatto con l’Italia e il suo genitore italiano;

-         I Tribunali Italiani emettono decreti (quando li emettono!) il cui filo conduttore è la convinzione che il futuro migliore per un bambino italiano sia quello di crescere lontano dall’Italia. Di conseguenza ignorano anche tutti gli studi sul "concetto di residenza abituale" nel caso di un neonato;

-         I Consoli italiani non sanno (?) che esiste una Convenzione di Vienna, dunque non si recano alle udienze dei loro concittadini all’estero e ancora meno ricordano di esercitare il loro ruolo di Giudice tutelare del minore italiano all’estero; I rari consoli che si comportano onestamente e in favore dei loro concittadini vengono “bacchettati” dall’Ambasciata italiana di riferimento;
-          Le Ambasciate italiane insistono nell’atteggiamento di negazione della realtà: “il problema non esiste”;

-       Tanto per complicarci la vita, l’Italia, unico paese in Europa, prevede che per l’emissione o il rinnovo del passaporto del genitore italiano (del genitore, non del bambino!) serva il consenso scritto dell’altro genitore, magari quello del genitore che è sparito con il figlio comune e non sia reperibile.
Abbiamo presentato una petizione al Parlamento europeo. Chiunque voglia firmare può mandarci la sua mail alla quale invieremo il testo e il modulo firme.

In Italia tutte le persone sensibili, le Associazioni umanitarie, le Onlus a vario titolo, ecc. si preoccupano dei minori non accompagnati o dei bambini africani: quelli Italiani sono figli di nessuno, in ogni caso non sono buoni per fare incetta di donazioni.

Stiamo indefessamente e ripetutamente tentando di sensibilizzare il nuovo Governo su questo tema.

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