domenica 22 giugno 2014

Il diritto tedesco e la sua applicazione anticostituzionale in Italia

I Regolamenti dell’Unione europea introducono anche in Italia la legislatura familiare tedesca, grazie al riconoscimento in Italia, senza exequatur (RE 2201/2003 e 4/2009) delle decisioni straniere in materia familiare. Diventa pertanto fondamentale conoscere quali sono i principi tedeschi contrari alla Nostra Costituzione, che stiamo applicando in Italia.

Il legislatore tedesco ha dotato la Repubblica Federale di Germania di un sistema normativo che differisce profondamente, quando addirittura non si contrappone a quello presente in tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, ma che in essi introduce grazie ai Regolamenti europei.

Innanzi tutto va precisato che in Germania i padri non sposati, pur avendo riconosciuto il figlio, non acquisiscono su di lui nessun diritto. Al padre non sposato viene pertanto riconosciuto il mero ruolo di biologico (Erzeuger = donatore di sperma) e il dovere di pagatore. Gli alimenti vanno infatti corrisposti anche a figli dei quali il padre non riceve nessuna notizia, che non sa dove abitino, che non parlano la sua lingua e non portano il suo cognome.

Nel caso in cui il padre non sia noto, lo Stato provvede a supportare la madre single. L’articolo 6 della Legge Fondamentale tedesca precisa infatti al punto 4 che “ogni madre riceve la protezione e l’assistenza della comunità” (Jede Mutter hat Anspruch auf den Schutz und die Fürsorge der Gemeinschaft) e lo Stato vigila a che ella assolva ai suoi compiti.

Non è affatto raro che le ragazze tedesche approfittino di questa situazione. Chiedono al padre, soprattutto se straniero e non conoscitore di questa legislazione, di non riconoscere il figlio e di provvedere al mantenimento versando degli importi alla madre in via ufficiosa. Contemporaneamente la madre tedesca incassa il sussidio statale. Nel momento in cui cessa la relazione tra la madre tedesca e il padre straniero (per es. italiano) e, con il passare degli anni, il sussidio statale si riduce perché il figlio è cresciuto e la madre potrebbe tornare a lavorare, questa ricorre allora al tribunale tedesco dichiarando di sapere chi è il padre di suo figlio. Il tribunale tedesco ha tutta la convenienza a supportare questa madre anche dal punto di vista legale (gratuito patrocinio concesso dal giudice della causa familiare) perché, una volta individuato il padre, potrà chiedergli tutti gli arretrati pagati dallo stato tedesco per suo conto (gli arretrati andranno pertanto versati all’amministrazione della gioventù tedesca, lo Jugendamt). Questo padre, anche se nel frattempo gli viene impedito dalla madre ogni tipo di contatto e di relazione con i figli, si troverà a ripagare gli alimenti una seconda volta.

La convocazione in Tribunale in Germania è solo formale. In tribunale non si discuteranno diritti e doveri dei genitori, né del comportamento scorretto della madre, ma solo dell’accertamento della paternità. Il tribunale deciderà sempre e comunque (sia in caso di assenza che di presenza dello straniero) di far effettuare il test del DNA, in quanto non si tratta di individuare il padre dei bambini per richiamarlo ai suoi doveri di genitore, ma solo di recuperare gli alimenti pagati per suo conto alla madre tedesca e di pretenderne altri per il futuro.
I bambini della coppia non sposata, a differenza di quanto sancito dalla Nostra Costituzione, non hanno nessun diritto a mantenere rapporti stabili con entrambi i rami parentali e, peggio ancora, il contatto con il genitore straniero è sempre considerato pregiudizievole al Kindeswohl (il bene tedesco del bambino), così come il genitore straniero viene generalmente giudicato, senza verifica e solo sulle dichiarazioni del genitore tedesco, un violento se è il padre, una pazza se è la madre.

Tali decisioni vengono recepite ed eseguite in Italia senza verifica nel merito, per via dei regolamenti europei. L’unica possibilità di controllo che è stata lasciata ai tribunali italiani, è quella di verificare se la decisione è stata presa con un procedimento in contraddittorio e se entrambe le parti hanno avuto la possibilità di difendersi. Generalmente entrambi i requisiti non sono soddisfatti dalle decisioni familiari tedesche, anche se i decreti che giungono in Italia, sempre sprovvisti di verbale con l’indicazione delle parti presenti e/o rappresentate, intendono darne l’illusione.

Benché tutto ciò sia oggetto da anni di accese discussioni in sede europea, le autorità italiane sembrano non esserne al corrente. E’ per questo motivo che è nostro dovere segnalare la situazione di fatto presente nell’Unione europea; e per tutelare i nostri concittadini, tutti potenziali vittime (se non ora come genitori, domani in quanto nonni di bambini binazionali) di questo sistema iniquo e anticostituzionale.
Ci auguriamo che presto le Autorità Italiane inizino a sostenere i propri concittadini e verifichino la mancanza di requisiti, respingendo ogni richiesta tedesca solo apparentemente fondata.

Consideriamo e continueremo a considerare inaccettabile, immorale e perverso che tanti bambini, piccoli Cittadini Italiani residenti all’estero, vengano privati dei diritti fondamentali riconosciuti dal nostro ordinamento.

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