martedì 27 marzo 2018

Lo Jugendamt, il convitato di pietra in Commissione Petizioni

Il 22-02-2018 si è discussa in Commissione Petizioni al Parlamento Europeo (Bruxelles) l’ennesima petizione contro lo Jugendamt e il sistema familiare tedesco che distorce Leggi e regolamenti per appropriarsi dei bambini stranieri o binazionali. Qui l’intervento di eurodeputati francesi, italiani, greci




On. Edouard Martin Eurodeputato Francese sul tema dello Jugendamt a Bruxelles


On. Eleonora Evi Eurodeputata Italiana sul tema dello Jugendamt a Bruxelles


On. Virginie Rozière Eurodeputata Francese sul tema dello Jugendamt a Bruxelles


On. Marìas Eurodeputato Greco sul tema dello Jugendamt a Bruxelles

martedì 20 marzo 2018

Le perizie familiari in Germania ...








In Germania le perizie familiari sono redatte solo raramente da psicologi.

I periti incaricati non hanno necessariamente questo titolo.


Certo è che il 75% delle perizie non rispondono ai necessari requisiti scientifici!


Non è un'affermazione nostra, ma di professionisti tedeschi. Questo video, che idealmente segue quello relativo alla dichiarazioni del giudice familiare in pensione che affermava, "anche mia nonna potrebbe essere nominata perito familiare, non serve nessuna preparazione specifica".


Di sicuro, nei casi binazionali - che la TV tedesca si guarda bene dal presentare - la perizia serve sempre ad allontanare il genitore non-tedesco, indipendentemente dai fatti e dalle prove!

sabato 17 febbraio 2018

L'ennesima traduzione errata, quando si parla di Jugendamt tedesco!

Evidentemente in terra teutonica (ma anche in trasferta a Bruxelles) il fine giustifica sempre il mezzo, qualsiasi mezzo.
Il fine politico e soprattutto economico dato dall’introito che genera ogni bambino trattenuto in Germania giustifica evidentemente ogni mezzo, anche quello davvero poco edificante della traduzione errata.

L’intervento di Eleonora EVI in Commissione JURI a proposito delle modifiche al Regolamento Bruxelles II bis è stato svuotato di significato dalla traduzione tedesca, dunque inutilizzabile per tutti coloro che lo hanno ascoltato in quella lingua, compresi gli altri deputati partecipanti al dibattito e alle decisioni in merito.

Per l’ennesima volta constatiamo che i testi di eurodeputati italiani vengono tradotti ERRONEAMENTE dai traduttori tedeschi nella loro lingua, soprattutto i testi che criticano con precisione il governo tedesco.
I casi possono essere solo 2:
o i traduttori e interpreti madrelingua tedeschi a Bruxelles sono impreparati e comunque ad un livello molto più basso dei loro colleghi di altri paesi
o i traduttori e interpreti madrelingua tedeschi sanno cosa stanno facendo, ma preferiscono stravolgere i testi degli oratori non tedeschi, in modo da invalidarne i contenuti e l’efficacia.

A voi l’ardua sentenza!


giovedì 15 febbraio 2018

Lo Jugendamt e le violazioni dei diritti dei minori

Al Parlamento europeo si denuncia ancora lo Jugendamt


Intervento di Eleonora Evi al Parlamento Europeo, il 17 gennaio 2018, in Commissione JURI: “Una moltitudine di cittadini europei continua a denunciare, con lo strumento delle petizioni, gravissime violazioni di quei diritti fondamentali che questa relazione si prefigge di tutelare più efficacemente in materia di interesse superiore del minore e di responsabilità genitoriale. Le denunce in massima misura si concentrano su procedure, meccanismi e pratiche attuate in concreto dallo JUGENDAMT in Germania, ravvisando molteplici discriminazioni nei confronti di genitori non tedeschi. Persiste altresì allo stato attuale un’insufficiente disponibilità delle autorità tedesche preposte ad offrire piena ed autentica collaborazione. Finché su questa vicenda, che si trascina ormai da troppo tempo, non verrà fatta piena luce, la più rapida circolazione delle decisioni giudiziarie che si intende ottenere con questo provvedimento produrrà una semplice conseguenza : aggravare intollerabili ingiustizie che al contrario andrebbero combattute iniziando a intensificare i controlli e le verifiche puntuali degli Stati membri sulle condotte delle autorità competenti in materia di responsabilità genitoriale e garanzia effettiva del benessere dei minori coinvolti”.

mercoledì 14 febbraio 2018

Perdi l'affido se ti separi da un/a cittadino/a tedesco/a

Il 10 dicembre 2017 alcuni genitori, i cui figli vivono in Germania, sono stati invitati alla Radio RSB di Strasburgo.
Si tratta di genitori separati dai loro figli in ragione del fatto che, se non sei tedesco, sei per definizione il genitore che non avrà l’affido e che sarà, prima o poi, cancellato dalla vita dei figli.
Poiché tutto ciò può sembrare assurdo e inverosimile – mentre invece è la realtà tedesca! – la radio ha invitato un’esperta, la dott.ssa Marinella Colombo con il fine di spiegare come tutto ciò possa realizzarsi, considerando le Leggi tedesche.  


--- FR --





Le 10 décembre 2017, des parents, dont les enfants vivent en Allemagne, ont été invités à la Radio RSB de Strasbourg.
Il s’agit de parents séparés de leurs enfants en raison du fait que si tu n’es pas allemand, tu es par définition le parent qui n’aura pas la garde et qui sera – tôt ou tard – effacé de la vie des enfants.
Comme tout cela peut paraitre absurde et impossible – alors que c’est la réalité allemande ! – la radio a invité une experte, Mme Dr. Marinella Colombo, à expliquer comment cela est possible, en considération des Lois allemandes.




mercoledì 26 luglio 2017

Ecco come la Germania finanzia il furto dei bambini stranieri

Ecco come la Germania finanzia il furto dei bambini stranieri: si trattengono i bambini in Germania, tagliando completamente i legami con la madre (o il padre) straniera (o che risiede al di fuori della Germania) senza nessun motivo, se non il fatto che così desidera il padre (o la madre) tedesco*. Poi si emette un decreto che condanna il genitore straniero (qui la madre) a pagare alimenti molto elevati e che non considera la disponibilità economica di quel genitore e neppure se ha altri figli da mantenere (i bambini non tedeschi e residenti al di fuori della Germania hanno evidentemente meno diritti di quelli in Germania). Data l’impossibilità e l’assurdità di pagare per dei figli che non ti riconoscono più come madre/padre, viene aperto un procedimento penale, facendo ben attenzione a indicare che la pena prevista sia superiore ad un anno, in modo da poter poi utilizzare il mandato d’arresto europeo e chiedere l’estradizione di detto genitore!
E il gioco è fatto, hai perso i figli e tutti i tuoi averi. Impossibile rifarsi un’esistenza!

* non gioiscano i padri italiani, perché di fronte ad una madre tedesca saranno loro ad essere discriminati. E’ solo il genitore tedesco ad essere tutelato!

Qui il documento originale e la traduzione:
























Traduzione: 

"Ogg.: istruttoria contro di Lei
Comunicazione circa l’avvio del procedimento istruttorio e possibilità di esprimersi in forma scritta come da §§ 163a comma 1, 136 comma 1 del Codice di procedura penale tedesco in combinato con l’art. 52 comma 1 dell’accordo di Schengen


Egregia signora X
Conduco contro di Lei un’istruttoria per sospetto di violazione del dovere di mantenimento nei confronti di Z. e L. Questo procedimento istruttorio si basa sui seguenti fatti:

Lei è la madre di Z. e L., nati il […] e il […]. Secondo il decreto [ndt.: emesso inaudita altera parte] della pretura di […], Lei non paga per i suoi figli, per lo meno dal novembre 2015, l’assegno di mantenimento di 696,00 euro. Le loro necessità non sono in pericolo solo perché provvede il padre dei bambini, presso il quale Z. e L. vivono.

In base all’attuale situazione dell’istruttoria, esiste il sospetto che Lei sia perseguibile, per la violazione continuata del dovere di mantenimento in due casi di concorso materiale ex §§ 170 comma 1 e 53 del codice penale [tedesco].

Il § 170, comma 1 del codice penale recita:
“Chi si sottrae al dovere legale del mantenimento e mette così in pericolo il sostentamento di coloro che ne hanno diritto o le cui necessità sarebbero in pericolo senza l’aiuto viene punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria.”

Le faccio presente che la legge prevede che Lei possa scegliere di esprimersi in relazione all’accusa oppure di non rendere dichiarazioni; Lei ha anche il diritto di consultare in ogni momento un avvocato di sua scelta, anche per una consulenza. Inoltre potrà chiedere di ottenere singole prove a sua discolpa.

La dichiarazione deve essere resa entro il 31.07.2017.

Cordiali saluti
Dr. […]
Procuratore"

Missiva al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

  

Al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Piazzale della Farnesina, 1
00135 Roma

e p.c.
Ai Consolati d’Italia in territorio tedesco
Ai Deputati e Senatori della Repubblica italiana


Milano/ Roma, 26 luglio 2017


Egr. sig. Ministro
Egr. sigg. Consoli
Egr. Deputati e Senatori della Repubblica italiana


Ogg.: bambini italiani sottratti in Germania


Con la presente desideriamo portare la Vostra attenzione sulla gravissima questione dei bambini italiani sottratti in Germania ai propri genitori dallo Jugendamt tedesco e sul ruolo dei Consolati Italiani presenti sul territorio. Il problema riguarda sempre più coppie di Italiani non separati che si sono trasferiti in Germania per motivi di lavoro (oltre agli Italiani che si separano in Germania e perdono sempre i diritti sui figli), cosicché non ci si può ormai più nascondere dietro alla presunta separazione litigiosa, addotta a giustificazione fino ad oggi.

Il numero dei bambini coinvolti ha raggiunto livelli inaccettabili. Purtroppo non esiste un elenco statistico e comunque non sarebbe probabilmente completo. I nostri connazionali presumono la possibilità di un intervento molto più deciso da parte dei nostri Consolati e restano quasi sempre delusi. Dall’altra parte, noi siamo consapevoli che i Consolati devono seguire le indicazioni che provengo dal Ministero degli Esteri e non possono spingersi oltre. Entrambi gli aspetti vanno senz’altro modificati ed è a questo fine che sottoponiamo le richieste che seguono, affinché i Consolati abbiano un nuovo strumento a disposizione per poter supportare i propri connazionali.

Ricordiamo che in Germania, dopo sei mesi di residenza nel paese, i bambini hanno 3 genitori dei quali il genitore di Stato, lo Jugendamt, è il più potente. Lo Jugendamt siede in Tribunale come parte in causa e indica al giudice la decisione da prendere, ma può sottrarre un bambino ai suoi genitori anche in mancanza di decisione giuridica che si fa emettere solo a posteriori, per giustificare la sottrazione già avvenuta.
  
I genitori, per esempio Italiani, si trovano a combattere contro un’autorità che rappresenta lo Stato stesso. A questa controparte si aggiungono in tribunale altre parti in causa, come il Verfahrensbeistand (che non è l’avvocato del bambino, ma un altro controllore di Stato) e sempre più spesso anche i genitori affidatari tedeschi.
A questa evidente mancanza di equilibrio nella rappresentazione dei diversi interessi va aggiunto il fatto che ogni decisione viene emessa sulla base di presunzioni e nel rispetto del principio del “Kindeswohl”. Il “Kindeswohl”, letteralmente “bene del bambino” è un concetto giuridico “non definito; non esiste una definizione legale astratta di questo concetto” (cit. da missiva del Ministero tedesco per la famiglia del 31 marzo 2017 al Parlamento Europeo: bei dem Begriff des Kindeswohl handelt es sich um einen unbestimmten Rechtsbegriff. Eine abstrakte Definition dieses Begriffes durch Gesetz gibt es nicht) che viene dunque interpretato in favore delle parti tedesche.

Per dare sostegno concreto a questi genitori abbiamo spesso contattato i servizi sociali italiani del luogo di residenza in Italia precedente al trasferimento, chiedendo e ottenendo la disponibilità a farsi carico dei bambini. Abbiamo coinvolto i Consolati, svolgendo un lavoro di coordinamento anche con gli avvocati. Ma poiché il sistema italiano e tedesco sono incompatibilmente differenti (ved. anche:
http://jugendamt0.blogspot.it/2017/07/incompatibilita-tra-diritti-di-famiglia.html ), ci ritroviamo con lo Jugendamt e il giudice tedesco che si ritengono superiori ai Servizi italiani e, nei casi in cui il Console si presenta all’udienza, spesso viene messo vergognosamente alla porta. Il decreto emesso è sempre la fotocopia di uno solo: per il Kindeswohl, il bene tedesco del bambino, i piccoli italiani devono rimanere in Germania, crescere con una famiglia tedesca, parlare solo tedesco, dimenticare e cancellare i genitori, insieme alla loro identità italiana.

L'attuale assetto dei procedimenti tedeschi in materia di famiglia che vedono la presenza - ingombrante - dello Stato tedesco e dall'altra parte non consentono un pari accesso allo Stato italiano è in piena violazione del principio di non discriminazione (art. 14 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo) e del diritto ad un equo processo, alla difesa ed al contraddittorio (art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo) e dunque è incompatibile con l'ordinamento europeo e non tollerabile.

Inoltre tutto ciò è profondamene lesivo della dignità degli Italiani e delle nostre Istituzioni ed Autorità.


Per questo chiediamo espressamente:


-        Che presso i Tribunali familiari tedeschi ci si appelli alla Convenzione di Vienna del 24.04.1963 secondo la quale il Console esercita poteri di Giudice tutelare sul minore italiano residente all’estero;


-        Che in virtù di tale Convenzione - e per riequilibrare la massiccia presenza dello Stato tedesco (Jugendamt) in tutti i procedimenti familiari (anche quelli portanti su bambini binazionali) il Console d’Italia richieda sistematicamente al giudice tedesco territorialmente competente per la causa familiare di essere ammesso al procedimento quale parte in causa

e

-        di voler dare indicazione a tutti i Consolati d’Italia in territorio tedesco di utilizzare sistematicamente questa prassi;

-        di voler dare indicazione a tutti i Consolati d’Italia di richiedere sistematicamente la restituzione del minore italiano all’Italia, indipendentemente dall’idoneità dei genitori;

-        di voler dare indicazione a tutti i Consolati d’Italia di presentare sistematicamente istanza, appunto quale parte in causa, affinché il minore italiano venga preso in carico dai servizi sociali italiani del territorio da cui provengono e nel quale torneranno a vivere i genitori italiani

Considerando che una famiglia affidataria tedesca incassa in media più di 1000 € al mese per ogni bambino e che il pagamento di tali cifre viene anticipato dallo Stato tedesco ma poi richiesto ai genitori, stiamo parlando di miliardi di euro di provenienza italiana (da genitori residenti in Italia e da genitori italiani residenti in Germania) che, attraverso i minori, entrano nelle casse tedesche.

Con l’introduzione della prassi qui richiesta, la frase “la Farnesina segue il caso con attenzione” non verrà più percepita come una giustificazione di facciata, ma acquisirà un significato nuovo, condiviso e apprezzato unanimemente.

Sperando di esserci resi utili, restiamo a disposizione e in attesa di celere riscontro.
Ringraziando, porgiamo
Distinti saluti
Dott.ssa M. Colombo
Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt

----- Missiva inviata a:

ed anche a Deputati e Senatori della Repubblica Italiana