lunedì 24 giugno 2019

La Corte di Giustizia dice stop ai mandati d'arresto europei emessi dalle procure tedesche!



Il 27 maggio 2019 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso il comunicato stampa che riportiamo integralmente qui sotto, titolandolo "Le procure tedesche non offrono una garanzia d’indipendenza dal potere esecutivo sufficiente per poter emettere un mandato d’arresto europeo". Questo conferma quanto sostenuto da oltre dieci anni dal dott. Olivier Karrer e obbliga le autorità degli altri Stati dell'Unione (sempre che vogliano rispettare ed applicare la Legge) a non incarcerare più - come invece fatto fino ad ora - i propri concittadini su richiesta di una procura tedesca che ha emesso un mandato d'arresto europeo.

Ci chiediamo cosa faranno genitori - e non criminali - come la dott.ssa Marinella Colombo, la Dott.ssa Rosamaria Bruni, il sig. Lionel Gilberti e centinaia di altri genitori che non solo si sono visti sottrarre i figli dal sistema di giustizia familiare tedesco senza che nessuno abbia mai seriamente verificato le loro capacità genitoriali (un'aberrazione all'interno dell'Unione euuropea*), ma hanno anche dovuto vivere la traumatizzante esperienza del carcere.

Nessuno ridarà loro i figli scomparsi e soprattutto nessuno ridarà a questi ragazzi germanizzati la loro infanzia e la loro seconda identità, ma la giustizia, nel nostro caso italiana, potrà riscattarli e soprattutto riscattarsi per le ingiustizie inferte e il mare di fango gettato su genitori innocenti.

I media  - precedentemente attivissimi nello spargimento di fango - non hanno dedicato alcuno spazio a tale importante sentenza, per questo ci sentiamo in obbligo di farlo noi, auspicando che questi genitori possano chiedere la revisione dei loro processi e i tribunali per le revisioni si comportino di conseguenza, evitando di emettere altre sentenze "ponziopilatesche".

E' questa l'ennesima occasione per la magistratura, ma forse una delle ultime dopo i recenti scandali, per riavvicinarsi ai cittadini e ristabilire un minimo di fiducia in un organo dello Stato che proprio da questa fiducia trae la sua più importante legittimazione.



Vedi anche:
https://www.eunews.it/2019/05/27/germania-procure-non-indipendenti/117269
https://www.eius.it/giurisprudenza/2019/311
http://www.dirittounioneeuropea.eu/Tool/Evidenza/Single/view_html?id_evidenza=795

giovedì 31 gennaio 2019

La presenza del Console in udienza - Un altro diritto spesso negato




Nelle udienze presso i tribunali familiari tedeschi[1], in caso di controversie familiari transfrontaliere, cioè quanto è coinvolto un genitore italiano e uno tedesco (o di altra nazionalità residente in Germania) è molto importante che il Console del proprio paese (il Console o Console generale d’Italia) partecipi alle udienze in qualità di osservatore. Questa presenza trasmette innanzi tutto il messaggio che il genitore italiano non è solo e abbandonato dalle proprie autorità e inoltre impedisce affermazioni ricorrenti in tali procedimenti con le quali si lascia intendere che l’Italia sia Paese incivile, Paese in cui la polizia non lavora per la legalità, Paese in cui i figli non hanno futuro, ecc…
Poiché i procedimenti familiari si tengono a porte chiuse, vi verrà risposto che neppure il Console può avere accesso. Questo non è vero. Non solo esiste una Convenzione di Vienna in proposito, ma anche una circolare del Ministero della Giustizia tedesco che ricorda ai giudici familiari di permettere la presenza consolare, in base non solo alla Convenzione di Vienna, ma anche alla reciprocità. I Consoli tedeschi infatti vengono sempre ammessi nelle udienze familiari a porte chiuse che si svolgono negli altri Paesi.
Metto a disposizione di tutti tale documento, affinché né da parte tedesca, né da parte italiana, venga ulteriormente negata la presenza del Console, diritto al quale non si dovrebbe mai rinunciare.







[1] Quando di parla di procedimenti in Germania, ci si riferisce anche a quelli che hanno luogo in Austria e nella Svizzera tedesca, paesi dotati anch’essi di uno Jugendamt e culturalmente vicini, per lingua e legislazione, alla Germania.

lunedì 14 gennaio 2019

La Petizione che riguarda tutti i genitori italiani!

Petizione PASSAPORTO

La Petizione è stata giudicata ricevibile e aperta al sostegno.

Per favore firmate numerosi, ogni genitore è coinvolto in questa problematica, anche se ancora non se ne è reso conto!




Al Parlamento europeo

Petizione della dott.ssa Marinella Colombo e dell’avv. Irene Margherita Gonnelli
di nazionalità italiana
sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa
all’emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano



Presidente della Commissione Petizioni, Cecilia Wikström,
Eurodeputati Membri della Commissione Petizioni,

Per ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto italianoil genitore italiano necessita del consenso dell’altro genitore, sulla base dell’art. 3 lett. b) l. n. 1185/1967, anche se l’altro genitore è ormai un ex coniuge o un ex convivente e se ne è andato dall’Italia portando con sé i figli.
In caso di coniugi separati, questa pratica risulta non solo estremamente umiliante, ma particolarmente complicata nei casi in cui l’ex coniuge si è recato all’estero con i figli, senza lasciare recapito o comunque interrompendo ogni comunicazione. Il genitore italiano, che voglia o debba rinnovare/ richiedere il proprio passaporto personale, si trova nella condizione di chi non è più padrone della sua vita e questo diversamente da quanto accade ai genitori di altra nazionalità europea.
Dopo essere stato così discriminato, in presenza di diniego all’autorizzazione o di mancata risposta da parte dell’altro genitore dei suoi figli, il genitore Italiano è costretto a rivolgersi al giudice tutelare per ottenere il consenso a richiedere/rinnovare il proprio passaporto. Deve dimostrare l’impossibilità di ottenere la firma dell’altro, affrontando costi e lungaggini improponibili (N.B. in teoria, per un ricorso di questo tipo non è necessaria l'assistenza di un legale, ma ciò non corrisponde alla realtà, dal momento che non si può pretendere dal cittadino che sia in grado di scrivere un ricorso e depositarlo; inoltre non di rado i giudici tutelari prima di decidere sul predetto ricorso fissano un'udienza onerando il ricorrente della notifica alla controparte, incombenze che sicuramente non possono essere svolte senza un legale).

A seguito della normativa europea secondo la quale i minori devono avere il proprio passaporto personale e non essere più iscritti in quello dei genitori, il mancato adeguamento italiano della normativa relativa al passaporto dei genitori mostra un carattere paradossale e decisamente discriminatorio nei confronti del cittadino italiano, Infatti gli altri Paesi dell’Unione prevedono la doppia firma per i passaporti dei minori, ma mai per quelli dei genitori, persone adulte e non sotto tutela, cioè capaci di intendere e volere.

Le motivazioni addotte dallo Stato italiano nel voler mantenere questa pratica non sono accettabili, in quanto non in linea con quanto normato e applicato negli altri paesi europei. In altre parole, detta pratica, indipendentemente dalle ragioni addotte a giustificazione, è di fatto una discriminazione dello Stato italiano, a danno dei suoi propri cittadini e in quanto tale va immediatamente abolita.

Chiediamo che si imponga alle Autorità italiane la cessazione immediata di questa pratica discriminatoria e la modifica della relativa Legge nazionale.

Dott.ssa Marinella Colombo
Avv. Irene Margherita Gonnelli


La petizione è pubblica e aperta alle firme

Integrazione:

La Petizione n. 0610/2018 va integrata come segue: la pratica discriminatoria qui denunciata si estende anche alla richiesta del documento di identità (C.I.E.) del cittadino italiano, genitore di figli minorenni. Infatti, non solo nel caso in cui intenda ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto italiano, ma anche nell’ipotesi in cui desideri il rilascio o il rinnovo della propria carta di identità (oggi, in seguito al decreto ministeriale 23.12.2015, n. 93764, C.I.E. ovvero carta d’identità elettronica) il genitore italiano necessita del consenso dell’altro genitore, sulla base dell’art. 3 lett. b) della legge 21.11.1965, n. 1185 letto in combinato disposto con l’art. 1 della medesima legge. Tutto ciò anche se l’altro genitore è ormai un ex partner e anche se quest’ultimo non risiede in Italia e neppure la prole.
Portiamo alla vostra conoscenza un caso concreto e veritiero: la mamma italiana è residente in Germania con il figlio. Il padre, ormai ex-convivente, non è di nazionalità né italiana, né tedesca. La mamma si rivolge al consolato italiano per il rinnovo della propria carta d’identità (non quella del figlio!). Il consolato le fa presente le disposizioni di cui sopra. La signora deve ricontattare il padre per chiedergli la sua firma. Quest’ultimo, che trova assurda la richiesta, non firma e non reagisce alle richieste. La signora, impossibilitata a provare il diniego del padre, deve rivolgersi nuovamente al Console, nelle sue funzioni di giudice tutelare per cercare di ottenere la sua carta d’identità. Per tutto questo trascorrono molti mesi durante i quali la signora si trova in territorio straniero senza un documento valido di identità e incorre in problemi con l’autorità tedesca che non crede alla spiegazione della signora né alla veridicità di queste disposizioni, differenti da quelle di ogni stato membro dell’Unione europa. In sostanza, lo Stato italiano da una parte impone giustamente di avere una carta d’identità in corso di validità e contemporaneamente ne rende difficile il rinnovo allungandone i tempi a dismisura e mettendo volontariamente i suoi concittadini in situazione di illegalità.
Torniamo pertanto a chiedere che lo Stato italiano rinunci a questa assurda richiesta di consenso del genitore per il rilascio e/o il rinnovo del passaporto e della carta d’identità elettronica dell’altro genitore (maggiorenne!), allineandosi con quanto disposto dagli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Si richiama per il resto integralmente il testo della summenzionata petizione.
Dott.ssa Marinella Colombo

Avv. Irene Margherita Gonnelli




Qui il link per accedere e firmare:
https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/petition/content/0610%252F2018/html/Petizione%2Bsulla%2Bpratica%2Bdiscriminatoria%2Bdello%2BStato%2BItaliano%2Brelativa%2Bal%2Bpassaporto%2Bdel%2Bgenitore%2Bitaliano

E' sufficiente iscriversi al sito del Parlamento e firmare digitalmente
Comparirà anche il testo completo della petizione.

Petizione n. 0610/2018, presentata da Marinella Colombo, cittadina italiana, sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano

Sostegno consentito
Dati della petizione
Titolo della sintesi: Petizione n. 0610/2018, presentata da Marinella Colombo, cittadina italiana, sulla pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto del genitore italiano
Numero di petizione: 0610/2018
Temi : Diritti fondamentali
Paese: Italia
Dati del firmatario
Nome: Marinella Colombo
Sintesi della petizione
La firmataria denuncia la pratica discriminatoria dello Stato italiano relativa all'emissione e al rinnovo del passaporto per i genitori italiani. La firmataria spiega che per ottenere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto, il genitore italiano necessita del consenso dell'altro genitore, anche quando questo è un ex coniuge o un ex convivente e se ne è andato dall'Italia portando con sé i figli. Questa pratica risulta non solo estremamente umiliante, ma particolarmente complicata nei casi in cui l'ex coniuge si è recato all'estero con i figli, senza lasciare un recapito. La firmataria sostiene che in questi casi il genitore italiano è costretto a rivolgersi al giudice tutelare per ottenere il passaporto. La firmataria chiede la cessazione immediata di questa pratica discriminatoria da parte dello Stato italiano a danno dei propri cittadini.



Parere della Commissione infanzia del Bundestag
























Gli attori del sistema familiare tedesco sono: Jugendamt, Giudice (Richter), Perito (Gutachter) e Controllore del procedimento (Verfahrensbeistand).


Dello Jugendamt (o Wächteramt, Ufficio di sorveglianza) e del suo ruolo di genitore di Stato si è occupata la Commissione Petizioni del Parlamento europeo: (http://jugendamt0.blogspot.com/2018/11/risoluzione-europea-contro-lo-jugendamt.html ) ed il Parlamento stesso (http://jugendamt0.blogspot.com/2018/12/esito-della-votazione-sulla-risoluzione.html ), evidenziando tra l’altro le discriminazioni che sistematicamente subisce il genitore non tedesco.

Degli altri tre attori si è occupata la Commissione infanzia del Bundestag ed ha emesso il suo parere nel mese di novembre 2018.

Credo che il testo sia sufficientemente chiaro ed inequivocabile: il sistema familiare tedesco non è qualificato e pertanto non affidabile.

Riportiamo qui sotto i passaggi salienti (testo originale seguito dalla traduzione) che si commentano da soli.


Stellungnahme der Kinderkommission des Deutschen Bundestages zum Thema „Qualitätssicherung in Kindschaftsverfahren: Qualifizierung von Familienrichterinnen und -richtern, Gutachtern und Verfahrensbeiständen“
Dichiarazione della Commissione infanzia del Bundestag tedesco sul tema "Garanzia di qualità nei procedimenti per l'infanzia: qualificazione di giudici di famiglia, esperti e Verfahrensbeiständen".


Im Jahr 2017 gab es über 340.000 Kindschaftsverfahren (Familiengerichtliche Verfahren ohne Scheidung und Ehesachen an Amtsgerichten und Oberlandesgerichten)
Nel 2017 sono stati aperti più di 340.000 procedimenti per l'affidamento dei figli (procedimenti familiari esclusi quelli di divorzio e separazione presso le Preture e le Corti d’Appello).


Das staatliche Wächteramt erfordert einerseits, jedes Kind vor Gefährdung und Schaden zu schützen, und andererseits garantiert die Verfassung, die Integrität und das Erziehungsrecht von Familien zu achten
Da una parte, lo Jugendamt (chiamato nel testo “Ufficio di sorveglianza statale”) deve proteggere ogni bambino da pericoli e danni, e dall'altro la Legge fondamentale (La Germania non ha una costituzione!) impone di rispettare, l'integrità e il diritto della famiglia all’educazione


Die Kinderkommission hat sich in drei Expertenanhörungen mit den Herausforderungen beschäftigt, die sich den genannten Professionen stellen. Zusätzlich wurden betroffene Kinder und Jugendliche zu ihren Erfahrungen befragt.
In tre audizioni di esperti, la Commissione per l'infanzia ha affrontato il tema delle capacità che i professionisti devono avere. Inoltre sono stati ascoltati relativamente alle loro esperienze dei bambini e dei ragazzi.


Die Kinderkommission musste zur Kenntnis nehmen, dass die angehörten Experten Mängel bei der Qualifikation, dem Aufgabenverständnis und den Verfahrensabläufen benannten. Auch wurden strukturelle Defizite festgestellt
La Commissione infanzia ha dovuto prendere atto del fatto che gli esperti consultati hanno individuato carenze nelle qualifiche, nella comprensione dei compiti e nelle procedure. Sono stati rilevati anche deficit strutturali.


1.1. Gruppe der Richter und Richterinnen
1.1. Primo gruppo: i giudici

Familienrecht wird in der Ausbildung der Juristen nicht oder nur in geringem Maße vermittelt, und zwar weder im Studium noch im Referendariat
Il diritto di famiglia non viene insegnato affatto o solo in misura limitata ai giuristi, né durante gli studi, né durante il tirocinio.

Die formalen Anforderungen wurden im Zusammenhang mit der Wiedervereinigung reduziert, so dass anstelle von drei Jahren nunmehr ein einziges Jahr Berufserfahrung für eine Bestellung zum Familienrichter ausreicht
Dalla riunificazione (1989), i requisiti formali sono stati ridotti, cosicché, invece di tre anni, è ora sufficiente un anno di esperienza professionale per la nomina a giudice di famiglia.

Weitere formale Voraussetzungen für die Eingangsbestellung, wie sie etwa für das Insolvenzrecht gelten, bestehen nicht.
Per la nomina non esistono altri requisiti formali, come avviene invece per i giudici fallimentari.

Die Zahl der offenen Stellen überschreitet die Nachfrage
Il numero dei posti scoperti è superiore all’offerta


1.2. Gruppe der psychologischen Sachverständigen bzw. Gutachter und Gutachterinnen
1.2. Secondo gruppo: i periti (psicologi ed esperti)

An den 50 universitären Psychologischen Instituten in Deutschland gibt es keine Professur für Rechtspsychologie
Non esiste una cattedra di psicologia giuridica presso i 50 Istituti di Psicologia delle Università in Germania

Der Richter oder die Richterin bestellt den/die Sachverständigen nach eigenem Ermessen
Il giudice nomina il perito (CTU) a sua discrezione

Einige Experten nannten außerdem Mängel in der Abfassung von Gutachten, so werde beispielsweise nicht immer die Tatsachen-beschreibung von ihrer Interpretation getrennt
Alcuni esperti (quelli scelti dalla commissione infanzia del Bundestag) hanno anche menzionato carenze nella redazione dei pareri degli esperti, ad esempio, la descrizione dei fatti non sempre separata dall’interpretazione personale.


1.3. Gruppe der Verfahrensbeistände
1.3. Terzo gruppo: i Verfahrensbeistände (di solito erroneamente tradotto con “avvocato del bambino

Die gesetzliche Anforderung sei lediglich „geeignete Person“. Dies sei aber zu unspezifisch
Il requisito giuridico è semplicemente "persona adatta". Ma questo è troppo generico.

So wurde beispielsweise bemängelt, dass Verfahrensbeistände ihre Aufgaben diffus wahrnähmen, ihre Rolle nicht klar von anderen professionellen Akteuren abgrenzten, z. B. zur psychologischen Begutachtung, und nicht immer zwischen Kindeswillen und Kindeswohl unterscheiden könnten
Ad esempio, è stato criticato il fatto che i consulenti procedurali svolgono i loro compiti in modo non chiaro, non distinguono chiaramente il loro ruolo da quello degli altri attori professionisti coinvolti, ad esempio relativamente alla valutazione psicologica, e non sempre sanno distinguere tra la volontà del bambino e il bene del bambino.


2. Handlungsempfehlungen
2. Raccomandazioni attuative

Die Kinderkommission fordert eine verbindliche Qualifizierung von Familienrichterinnen und –richtern
La Commissione infanzia auspica una qualificazione obbligatoria per i giudici familiari



Entsprechend soll das Familienrecht in der universitären Ausbildung gestärkt werden.
Di conseguenza, il diritto di famiglia dovrebbe essere maggiormente insegnato durante la formazione universitaria.

Die Kinderkommission fordert die Weiterführung des Prozesses zur Qualifizierung von psychologischen Sachverständigen. Dazu gehören die verpflichtende Fort- und Weiterbildung von Sachverständigen und der Ausbau der dazugehörigen Strukturen.
Wichtig ist darüber hinaus, die Rechtspsychologie an den Universitäten zu stärken,
La Commissione infanzia auspica la continuazione del processo di qualificazione degli esperti psicologici. Ciò include la formazione continua obbligatoria e l'ampliamento delle strutture associate.
È inoltre importante rafforzare l’insegnamento della psicologia forense nelle università.

[Es] sollte deshalb nicht länger davon ausgegangen werden, dass Psychotherapeuten grundsätzlich die Befähigung zur Erstellung psychologischer Gutachten im Familienrecht besitzen
Non si deve quindi più dare per scontato che gli psicoterapeuti siano di solito qualificati per la redazione di perizie psicologiche nell’ambito del diritto di famiglia.

Die Kinderkommission fordert verbindliche Qualitätsstandards für Verfahrensbeistände.
La Commissione infanzia auspica l'introduzione di norme di qualità vincolanti per i Verfahrensbeistände.

Es muss sichergestellt werden, dass die Auswahl der Verfahrensbeistände transparent und unter Einbeziehung der betroffenen Kinder erfolgt.
Diese sollten ihren Verfahrensbeistand ablehnen können.
Occorre garantire che la selezione dei Verfahrensbeistände sia trasparente e coinvolga i bambini interessati.
Essi dovrebbero poter rifiutare il Verfahrensbeistand loro assegnato [!].

Die Kinderkommission fordert verbindliche Standards bei der Anhörung von Kindern.
La Commissione infanzia richiede anche standard /protocolli vincolanti per l’ascolto dei minori.

Kinder und Jugendliche müssen während des Verfahrens nachfragen und sich beschweren können.
I bambini e gli adolescenti devono poter fare domande e lamentarsi durante il procedimento.

Kinder und Jugendliche möchten den vom Gericht bestellten Verfahrensbeistand ablehnen oder wechseln können.
I bambini e gli adolescenti desiderano poter rifiutare o cambiare il Verfahrensbeistand nominato dal tribunale.



domenica 13 gennaio 2019

Grazie per il vostro duro lavoro, che ha contribuito anche a questa vittoria

Pubblichiamo qui di seguito lo scritto della D.ssa Marinella Colombo.


Grazie per il vostro duro lavoro, che ha contribuito anche a questa vittoria

La vicenda: i genitori non sposati si accordano affinché la figlia comune, nata e da sempre residente in Francia, passi un anno scolastico in Germania, per imparare la lingua tedesca. Alla fine della scuola avrebbe dovuto ritornare in Francia, ma il padre la ha trattenuta in Germania e ha ottenuto dal tribunale tedesco (come da prassi di quel paese) il “diritto esclusivo di determinare il luogo di soggiorno” della bambina. In sostanza, come sempre, si inizia con una mediazione per poi effettuare una sottrazione e legalizzarla.
La madre va in Germania, prende la figlia e la riporta in Francia, il giudice penale tedesco la accusa di sottrazione internazionale. Siamo di fronte alla classica inversione dei ruoli operata dalla Germania e grazie alla quale tutte le statistiche sulle sottrazioni risultano falsate.
Ho collaborato alla risoluzione di questo caso nel quale è stata applicata la nota metodologia tedesca per trattenere i bambini sotto la propria giurisdizione, usando la mediazione per ben altri scopi e infine la vergognosa pressione sui giudici non-tedeschi.
L’avvocato con cui siamo in contatto in Francia e che abbiamo consigliato alla madre (tramite l’Associazione Enfants Otages, con cui collaboro) per difendersi in Francia, finalmente ci scrive:

“Abbiamo ottenuto il riconoscimento della giurisdizione francese davanti al Tribunale per i Minorenni di T., che ha quindi determinato la residenza abituale in Francia al momento del rinvio, anche se la bambina aveva trascorso 10 mesi in Germania e la Germania sostiene addirittura un anno e mezzo.

Nonostante le telefonate del giudice tedesco e le lettere del giudice tedesco al giudice francese (che ha svolto quindi un vero e proprio lavoro di lobbying!) affinché decretasse la sua incompetenza, abbiamo vinto questa prima battaglia che pone fine alla procedura di custodia tedesca. La Francia si pronuncerà sulla custodia e ostacolerà la procedura di ritorno avviata dal padre, perché la residenza abituale era in Francia: dunque nessun trasferimento illegale in Francia.

Volevo informare tutti voi che ho usato anche la risoluzione EU sullo Jugendamt che confermava i miei scritti e le mie memorie e che afferma che la Germania non soddisfa i criteri della Corte di giustizia europea di residenza abituale, in modo che il giudice francese non ha più tenuto conto delle dichiarazioni della sua controparte tedesca.

Quindi, grazie per il vostro duro lavoro, che ha anche contribuito a questa vittoria!”

Questa è anche un’ulteriore prova del fatto che il problema della sottrazioni si risolve innanzi tutto con il sostegno del proprio paese, quello da cui il minore è stato sottratto. E’ troppo facile e assolutamente improduttivo l’atteggiamento di chi aspetta che il problema venga risolto dall’estero e ancor meno dalla Germania.

Marinella Colombo


domenica 2 dicembre 2018

Esito della votazione sulla risoluzione contro l’operato dello Jugendamt e del sistema familiare tedesco

















La Commissione Petizioni ha recentemente approvato, grazie all’impegno costante di Eleonora Evi e di tutto il suo staff (in collaborazione con gli specialisti della materia che curano anche questo blog), una proposta di risoluzione contro l’operato dello Jugendamt e del sistema familiare tedesco.

La risoluzione è stata poi proposta anche a tutto il Parlamento europeo.

Gli eurodeputati tedeschi ed i loro vassalli hanno presentato moltissimi emendamenti, finalizzati ad annullare tale risoluzione.
Ogni emendamento è stato votato singolarmente.
Abbiamo controllato ogni voto.
Ciò che si evince con chiarezza, per quanto riguarda la posizione italiana, è:
  

L’unico gruppo che ha votato compatto sempre a solo contro tutti gli emendamenti e a sostegno dei genitori vittime di quel sistema, è stato il gruppo italiano di “Europa della Libertà e della Democrazia diretta” (in Italia M5S).

Il gruppo italiano di “Europa delle Nazioni e della Libertà” (in Italia Lega) ci ha in gran parte sostenuto (a parte qualche inspiegabile voltafaccia di Borghezio e Bizzotto).

Il gruppo italiano dei Conservatori e Riformisti europei (2 eurodeputati) ci ha sostenuto.

Il gruppo italiano dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (in Italia PD) ci ha sostenuto in parte. Lo hanno fatto soprattutto quegli eurodeputati al corrente da anni del problema con il sistema familiare tedesco controllato dallo Jugendamt.

E ora i grandi traditori, coloro che hanno reso possibile l’indebolimento della risoluzione:

Il gruppo italiano del Partito popolare europeo (Democratici cristiani), quello che dice di voler difendere i valori cristiani, la vita e la famiglia, si è completamente schierato, tranne L. Comi, in difesa degli interessi tedeschi e dello Jugendamt!

Così come il gruppo ALDE (non rappresentato in Italia). Addirittura la Wikström (svedese) trovatasi a presiedere una commissione della quale non condivideva la risoluzione, ha espressamente richiesto che il suo nome venisse cancellato!

E poiché non c’è mai limite al peggio, abbiamo constatato che un’eurodeputata francese del gruppo ALDE (Natalie Griesbeck) dopo aver votato numerosi emendamenti a favore del sistema tedesco, ha già pubblicato un video intitolato “Litiges familiaux transfrontaliers: ne prenons pas les enfants en otage” (Dispute familiari transfrontaliere: non prendiamo in ostaggio i bambini) prendendosi i meriti di una risoluzione che lei stessa ha in parte osteggiato, ma che, seppur indebolita, è passata.

Per il momento le nostre conclusioni sono:

1.      I partiti attualmente al governo in Italia, debitamente informati sia in Europa che a Roma, potranno continuare a fare un grande, grandissimo lavoro. Hanno avuto il coraggio e l’onestà di affrontare temi che toccano le vite dei cittadini e di impegnarsi fattivamente per questi ultimi.

2.      Coloro che hanno votato in favore della continuazione delle atrocità sui bambini italiani e sui loro genitori sappiano che le elezioni europee sono vicine e che i cittadini italiani non sono più così distanti da Bruxelles, sono sempre più informati e a maggio si ricorderanno di chi ha sostenuto la loro causa e di chi ha vergognosamente e ancora una volta venduto i loro figli.


Riassumendo:
Qui il testo della Risoluzione approvata in Commissione petizioni:

E qui il testo della risoluzione approvata dal Parlamento europeo:


Questo testo, nonostante quanto spiegato più sopra, afferma comunque tra le altre cose:

“Ricorda l'importanza di offrire senza indugio ai genitori non tedeschi, sin dall'inizio e in ogni fase dei procedimenti relativi ai minori, informazioni complete e chiare sul procedimento e sulle sue possibili conseguenze, in una lingua che i genitori in questione comprendano pienamente, al fine di evitare casi in cui i genitori danno il loro consenso senza capire in toto le conseguenze dei loro impegni; invita gli Stati membri ad attuare misure mirate volte a migliorare l'assistenza, l'aiuto, la consulenza e le informazioni di natura giuridica per i loro cittadini nei casi in cui vengano denunciate procedure giudiziarie e amministrative discriminatorie o svantaggiose adottate nei loro confronti dalle autorità tedesche in controversie transfrontaliere che coinvolgono minori”

Sottolinea il diritto dei cittadini di rifiutare di accettare documenti non scritti o tradotti in una lingua che comprendono, come previsto all'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1393/2007”

“Ricorda agli Stati membri l'importanza di attuare sistematicamente le disposizioni della convenzione di Vienna del 1963 e di assicurarsi che le ambasciate e le rappresentanze consolari siano informate fin dalle prime fasi di tutti i procedimenti di presa in carico dei minori riguardanti i loro cittadini e abbiano pieno accesso ai relativi documenti; Sottolinea l'importanza di una cooperazione consolare affidabile in questo settore e suggerisce che alle autorità consolari sia consentito di partecipare a tutte le fasi del procedimento”.


FRANÇAIS
Résultat du vote sur la décision contre l'action du Jugendamt (Administration de la jeunesse) et du système familial allemand

La commission des pétitions a récemment adopté une proposition de résolution contre le travail de l'Office de protection de la jeunesse et du système familial allemand, grâce à l'engagement constant d'Eleonora Evi (eurodéputées italienne) et de son staff (en collaboration avec des experts italiens).


La décision a également été proposée à l'ensemble du Parlement européen.
Les députés européens allemands et leurs vassaux ont déposé de très nombreux amendements afin d'annuler cette résolution.
Chaque amendement a été mis aux voix individuellement.
On a vérifié toutes les voix.
Ce qui est maintenant clair :

Le seul groupe qui a voté conjointement contre tous les amendements et en faveur des parents victimes de ce système est le groupe italien "Europe de la liberté et de la démocratie directe" (M5S en Italie).

Le groupe italien "Europe des Nations et de la Liberté" (en Italie Lega) nous a largement soutenus (à part quelques rebondissements inexplicables de 2 députés).

Le groupe italien des « Conservateurs et réformistes européens » (2 membres du Parlement européen) nous a soutenus.

Le groupe ALDE a voté contre ce document.
L'eurodéputée suédoise Cecilia Wikström, qui a présidé la commission des pétitions, s'est opposée à sa résolution et a demandé expressément la suppression de son nom du document !

Et parce qu'il n'y a pas de limite au pire, nous avons constaté qu'une MEP française du groupe ALDE (Natalie Griesbeck), après avoir voté de nombreux amendements en faveur du système allemand, a déjà publié une vidéo intitulée "Litiges familiaux transfrontaliers : ne prenons pas les enfants en otage". Elle demande la reconnaissance d'une décision qui a été approuvée, même si l'avait elle-même partiellement rejetée.

Pour l'instant, nos conclusions sont les suivantes :

1.      La décision de la commission des pétitions est plus forte que celle du Parlement européen
2.      Les eurodéputés allemands - et les eurodéputés d'Europe du Nord- Europe en général - défendent Le Jugendamt et le système familial allemand (à l'exception des eurodéputés polonais de la faction du gouvernement polonais).
3.      Les MEP français comme Édouard Martin nous ont soutenus
4.      Sans le travail et l'engagement des Italiens des groupes politiques qui sont au gouvernement en Italie (M5S+Lega) ces deux décisions n'auraient jamais vu le jour !
5.      En mai 2019, les citoyens voteront pour les députés européens : au moins en Italie, les citoyens savent exactement pour qui voter !

Voici les deux décisions.
De la commission des pétitions :

Du Parlement européen :



***
DEUTSCH
Ergebnis der Abstimmung über die Entscheidung gegen das Vorgehen des Jugendamtes und des deutschen Familiensystems

Der Petitionsausschuss hat kürzlich dank des ständigen Engagements von Eleonora Evi (Italienische euroabgeordnete) und ihren Staff (in Zusammenarbeit mit den italienischen Fachleuten) einen Entschließungsantrag gegen die Arbeit des Jugendamtes und des deutschen Familiensystems angenommen.

Die Entscheidung wurde auch dem gesamten Europäischen Parlament vorgeschlagen.
Die deutschen Europaabgeordneten und ihre Vasallen haben sehr viele Änderungsanträge eingereicht, um diese Entschließung für nichtig zu erklären.
Über jeden Änderungsantrag wurde einzeln abgestimmt.
Wir haben jede Stimme überprüft.
Was jetzt klar ist:

Die einzige Gruppe, die gemeinsam gegen alle Änderungsanträge und zur Unterstützung der Eltern, die Opfer dieses Systems sind, abgestimmt hat, ist die italienische Gruppe "Europa der Freiheit und der direkten Demokratie" (M5S in Italien).

Die italienische Gruppe " Europa der Nationen und der Freiheit" (in Italien Lega) hat uns weitgehend unterstützt (abgesehen von einigen unerklärlichen Wendungen von 2 MEP).

Die italienische Gruppe der Europäischen Konservativen und Reformisten (2 Mitglieder des Europäischen Parlaments) hat uns unterstützt.


Die ALDE-Fraktion hat gegen dieses Dokument abgestimmt.
Die schwedische MEP Cecilia Wikström, die den Vorsitz in dem Petitionsausschuss innehatte, war mit dessen Resolution nicht einverstanden und beantragte ausdrücklich die Streichung ihres Namens!

Und weil es keine Grenze für das Schlimmste gibt, haben wir bemerkt, dass eine französische Abgeordnete der ALDE-Fraktion (Natalie Griesbeck), nachdem sie für zahlreiche Änderungsanträge zugunsten des deutschen Systems gestimmt hat, bereits ein Video mit dem Titel "Litiges familiaux transfrontaliers: ne prenons pas les enfants en en otage" (Grenzüberschreitende Familienstreitigkeiten: wir nehmen Kinder nicht als Geiseln) veröffentlicht hat. Sie sucht Anerkennung für eine Entscheidung die zugestimmt wurde, obwohl sie selbst teilweise sie abgelehnt hatte.

Im Moment sind unsere Schlussfolgerungen:

1.                  Die Entscheidung vom Petitionsausschuss ist stärker als die vom europäischen Parlament
2.                  Deutsche MEP - und allgemein MEP von Nord-Europa - verteidigen das Jugendamt und das deutsche Familiensystem (außer polnische MEP der Fraktion der polnischen Regierung)
3.                  Ohne die Arbeit und den Einsatz der Italiener der Fraktionen die in Italien an der Regierung sind wären diese 2 Entscheidungen nie zustande gekommen!
4.                  In Mai 2019 werden die Bürger für die MEPs neu wählen: wenigstens in Italien wissen die Bürger ganz genau, wer zu wählen ist!

Hier 2 Entscheidungen.
vom Petitionsausschuss:

vom Europäischen Parlament:


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ESPAÑOL
Resultado de la votación sobre la decisión contra la acción del Jugendamt (Administración de la Juventud) y del sistema familiar alemán

La Comisión de Peticiones ha aprobado recientemente una propuesta de resolución contra el Jugendamt y el sistema familiar alemán, gracias al compromiso constante de Eleonora Evi (diputada italiana al Parlamento Europeo) y de su personal (en colaboración con expertos italianos).


La decisión también se propuso a todo el Parlamento Europeo.
Los diputados alemanes al Parlamento Europeo y sus vasallos han presentado muchas enmiendas para anular esta resolución.
Cada enmienda se sometió  a votación individualmente.
Revisamos todas las voces.
Lo que ahora está claro:

El único grupo que ha votado conjuntamente en contra de todas las enmiendas y a favor de los padres que son víctimas de este sistema es el grupo italiano "Europa de la libertad y la democracia directa" (M5S en Italia).

El grupo italiano "La Europa de las Naciones y de la Libertad" (en Italia Lega) nos dio su apoyo total (aparte de algunos giros inexplicables de dos diputados).

El grupo italiano de "Conservadores y Reformistas Europeos" (2 miembros del Parlamento Europeo) nos apoyó.

El Grupo ALDE ha votado en contra de este documento.
La eurodiputada sueca Cecilia Wikström, que presidió la Comisión de Peticiones, se opuso a su resolución y pidió expresamente que se eliminara su nombre del documento.

Por el momento, nuestras conclusiones son las siguientes:

1.         La decisión de la Comisión de Peticiones es más fuerte que la del Parlamento Europeo
2.         Los eurodiputados alemanes -y los del norte de Europa en general- defienden el Jugendamt y el sistema familiar alemán (con la excepción de los eurodiputados polacos de la facción del gobierno polaco).
4.         Sin el trabajo y el compromiso de los italianos de los grupos políticos del gobierno de Italia (M5S+Lega), estas dos decisiones nunca habrían sido posibles.
5.         En mayo de 2019, los ciudadanos votarán por los eurodiputados: al menos en Italia, los ciudadanos saben exactamente por quién votar.

Aquí están las dos decisiones.
De la Comisión de Peticiones:

Del Parlamento Europeo: