giovedì 17 dicembre 2015

Cinque anni di terrore e un regalo di Natale

"Ci sono mattine nelle quali non vorrei aprire gli occhi, sapendo che sarà un altro giorno senza i miei ragazzi, sapendo che sarà un altro giorno nel quale verrà fatta loro ancora violenza”, ci confessa Marinella Colombo. Lei è una dei tanti genitori di bambini orfani, prigionieri in Germania. E’ una madre che ha portato in grembo e partorito due figli, proprietà della “grande Germania”. Ha lavorato, ignara, per il paese che sta distruggendo l’Europa, ha messo al mondo due creature senza sapere che non sarebbero mai stati bambini portatori di diritti, ma solo proprietà (oggi) e fornitori di servizi e introiti (domani) per lo Stato tedesco.  Quasi un utero in affitto ante litteram, senza accordo e solo con tanto dolore.
Per chi ha il controllo dei media e dunque delle notizie diffuse, è stato facile far passare la vicenda per una separazione litigiosa e far passare lei per una madre egoista e soprattutto criminale.
I suoi ragazzi sanno che tutto ciò non è vero, ma non hanno più la forza di battersi, schiacciati dalle volontà di Stato che per due volte e contro il loro volere, li hanno spediti in Germania come fossero dei pacchi (anche la psicologa del tribunale scrive "Sottolineo che questi bambini non sono pacchetti da spostare ad esigenza della legge"). La parte tedesca ha infatti ottenuto due volte il rimpatrio con l’inganno (traduzioni falsificate presentate al tribunale per i minorenni e accordi legali stracciati unilateralmente) e le Istituzioni italiane hanno preferito commettere illeciti e agire in modo illegale pur di accontentare i tedeschi (rapimento dei bambini in Slovenia ad opera delle forze di polizia agli ordini della Procura milanese http://jugendamt0.blogspot.it/2014/12/e-cosi-abbiamo-perso-tutto-la-ragione.html ).
Nonostante ciò questi ragazzi, per cinque lunghi anni, hanno ripetutamente chiesto di vedere la mamma, ma il padre, forte del libero arbitrio che gli assicurano le autorità teutoniche, lo ha sempre negato in modo anche violento. Una nostra persona di fiducia che è riuscita ad avvicinarli ci ha infatti riferito del terrore che caratterizza questi ragazzi.
Marinella, pur essendo stata punita per le verità rivelate, ha continuato e continua a battersi per rendere noti gli abusi di una giustizia ingiusta, le leggi non applicate e le distorsioni tedesche di convenzioni internazionali e regolamenti europei. Ha messo a disposizione degli altri genitori (madri e padri) la sua esperienza; l’infinito amore per i suoi figli l’ha portata ad aiutare tanti altri bambini, raccogliendo diversi successi.
Ne è prova il messaggio di questo padre italiano, la cui figlia era stata sottratta e portata in Germania e che ora vive felice di nuovo in Italia:


1 commento:

  1. Marinella, sei forte. Rimane che questo Jugendamt, la cui fotocopia sono i Tribunali italiani per i Minorenni, NESSUNO lo vuole abolire. E dunque sti traffici di bambini non cesseranno.

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