giovedì 1 dicembre 2016

Pensieri di una madre surrogata della grande Germania del XXI secolo
































Per i bambini perdere un genitore è sempre un lutto, sia che la perdita sia fisica, dovuta alla morte del genitore, sia che la perdita sia la sparizione del genitore dalla propria vita. Per i genitori che sono stati cancellati dalla vita dei propri figli, tutto questo equivale al sentirsi morire.
Se i padri si sentono giustamente trasformati in un bancomat, per le madri, oltre alla sensazione di bancomat, se ne aggiunge una ancora più devastante: quella di madre surrogata.
Se poi uniamo la consapevolezza di essere divenuta madre surrogata perché portatrice di una colpa intrinseca - cioè l’essere non-tedesca in Germania o con un marito o partner tedesco - allora è necessaria una forza immensa per continuare a sopravvivere.

Perché è di questo che si tratta, la madre surrogata involontaria non vive, sopravvive soltanto.

La madre surrogata involontaria, nella fattispecie odierna, rimanda alle donne del Lebensborn che hanno contribuito allo sviluppo della razza ariana, ci ricorda le madri polacche alle quali sono stati tolti i figli per darli in adozione a famiglie tedesche.
L’illustrazione riporta i numeri dei bambini rubati (“geraubte Kinder”) e portati in Germania durante il III Reich.
Veniva cancellata la loro identità, cambiati i certificati di nascita, modificati i nomi, separati i fratelli ... esattamente come oggi, esattamente da quando la Germania è stata riunificata e le forze di occupazione hanno smesso di controllare questo paese. Soltanto nel passare in rassegna le violazioni denunciate da petizioni e interrogazioni al Parlamento e alla Commissione europea, ritroviamo gli stessi identici fatti: certificati di nascita modificati, cambiamento del nome, rimozione di ogni lingua che non sia il tedesco, separazione dei fratelli. E ritroviamo le stesse giustificazioni: “tutela” del minore con un’unica differenza relativamente alla razza; oggi infatti non si parla più di razza, ma di Leitkultur, la cultura trainante, quella superiore, quella tedesca ovviamente.

Impossibile affermare che non è vero, significherebbe solo riconoscere di voler tenere gli occhi chiusi o utilizzare le classiche fette di salame, dati gli innumerevoli studi, i dibattiti, le conferenze, le riunioni e i gruppi di lavoro, in Italia, al Parlamento europeo e in moltissime altre sedi in Europa e oltre oceano: in Germania, nelle coppie miste che si separano i bambini vanno sempre al genitore tedesco, padre o madre, buono o cattivo che sia e il genitore non tedesco viene cancellato in tempi più o meno veloci.

Per le coppie di italiani che vanno a lavorare in Germania, resta loro soltanto da sperare che le autorità tedesche non si accorgano mai di loro e soprattutto che non venga loro mai il dubbio che i genitori intendano trasmettere al figlio i propri valori, la propria lingua e la propria cultura.

Ai tedeschi che ci accusano di essere “germanofobi” ricordo una cosa: coloro che state ammazzando sono persone che hanno amato la Germania, si sono uniti ad un/a tedesco/a, hanno messo al mondo figli binazionali affinché fossero bilingui e avessero una mente aperta al mondo e alle culture. Questi figli, li avete fatti soffrire, li avete privati del bene più grande, ne avete fatto degli infelici, ma adesso fermatevi!
Noi che abbiamo dato loro la vita non possiamo rassegnarci e accettare e cercare in noi stessi la colpa, come vi piace ripeterci. La nostra colpa è non essere tedeschi e di questo ne andiamo ormai fieri. La nostra colpa è amare le nostre creature più di noi stessi. Ci avete privati del senso della vita, non ve lo potremo mai perdonare

Vi siete fatti odiare per tanti anni (neanche poi tanto tempo fa), poi è arrivata la pace, abbiamo voluto costruire l’Europa … non ricominciate ancora a comportarvi nella stessa maniera, perché noi tutti, cittadini del resto d’Europa, davvero non vorremmo essere costretti ad odiarvi di nuovo.

Una delle tante, troppe madri surrogate 
della Germania del XXI secolo

1 commento:

  1. Devi soltanto avere coraggio e continuare a lottare.I figli germanizzati un giorno riconosceranno che sono stati strappati dalle viscere materne e paterne e vi cercheranno.

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